Villa in centro a Meina

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Vendita Trattative riservate - VILLA
250 3 Camere da letto 3 Bagni 1 Garage
 
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Villa in centro a Meina

In zona residenziale e centralissima, a due passi dal lungo lago, bella villa in buone condizioni disposta su tre piani per complessivi 250 mq. circa. Giardino ben piantumato e bella vista lago.

Situato sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, Meina faceva parte sin dal Medioevo della Comunità del Vergante, avendo sottoscritto nel 1389, assieme al comune di Lesa, gli Statuti del Vergante approvati dall’Arcivescovo Antonio da Saluzzo.

Il comune seguì quindi le vicende dapprima del Ducato di Milano dei Borromeo, conti d’Arona, poi del Regno di Sardegna, infine del Regno d’Italia.

Attestata a Meina sin dal XVI Secolo è la nobile famiglia aronese dei Luatti, oggi estinta, proprietaria di un antico palazzo in prossimità della Chiesa dell’Annunciazione.
Già dall’Ottocento, Meina divenne luogo di villeggiatura di molte famiglie appartenenti alla nobiltà e alla borghesia lombarda e piemontese, in particolare dei nobili novaresi Caccia-Piatti, Fossati de Regibus e Faraggiana
Altre famiglie, il cui nome fu legato al possesso di ville ed edifici storici meinesi sono i Mondadori, i Faraone, i Bonomi, i De Savoiroux, i Bedone, i Minazza, i Luoni, i Bossi, i Galli, i Gatti Grami, i Favini.

Nel corso dell’Ottocento Meina divenne un rilevante centro industriale: potendo sfruttare le acque del Tiasca si insediarono tre importanti cartiere, tutte dotate di macchine a vapore continue, e una fabbrica di torcitura di cotone. A queste si aggiunse prima, nel 1854, una filatura di seta e quindi, per iniziativa dell’imprenditore Emilio Foltzer, una grande fabbrica di oli lubrificanti e grassi per macchine. Nel territorio del comune si insediarono altre fabbriche di più modeste dimensioni e importanza.

Ghevio, già comune autonomo, fu aggregato a Meina nel 1928.

Tra il 15 e il 23 settembre 1943, il paese di Meina fu teatro della strage di sedici ebrei italiani provenienti dalla Grecia, compiuta dalle SS naziste nell’Hotel Meina di proprietà di Alberto Behar, cittadino turco di origine ebraica. Sulla vicenda è stato girato nel 2007 il film Hotel Meina diretto da Carlo Lizzani, prendendo spunto dal reportage giornalistico omonimo di Marco Nozza.

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